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Siti contaminati: caratterizzazione e bonifica







           PULITO O CONTAMINATO?






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           Piotr Kociolek

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               Environmental Director – Europe, Panattoni Europe; pkociolek@panattoni.com
            Abstract: L’articolo parte da concetti quali incertezza di misura, modalità di prelievo di campioni di terreno,
            griglie di campionamento e quantità di campione prelevato e analizzato, per evidenziare quanto la definizio-
            ne di un terreno come “pulito” o “contaminato” possa essere aleatoria e nonostante ciò venga usata per
            prendere decisioni anche cruciali: in uno degli esempi presentati si mostra che i risultati delle analisi di un
            grammo di terreno possono essere usati per caratterizzare oltre 56 milioni di grammi di terreno da cui quel
            campione è stato prelevato.


            Parole chiave: Incertezza di misura, campionamento di terreno, valutazione di conformità



           1.  Introduzione


                Quando da un sito oggetto di indagine ambientale preleviamo dei campioni di terreno e li analizziamo in
           laboratorio per verificare la qualità ambientale di quel sito, ossia la sua conformità ai limiti di legge, quanto
           terreno preleviamo, quanto ne analizziamo e in che misura i risultati delle nostre indagini sono davvero rap-
           presentativi del sito che intendiamo valutare? A volte anche valutazioni basate su indagini all’apparenza molto
           dettagliate – e le conseguenti decisioni commerciali (p.es. la stima del valore del sito) – dipendono in realtà da
           quantità modeste di terreno prelevato e analizzato. Definire se un sito sia pulito o contaminato non è dunque
           sempre univoco e può dipendere di numerosi fattori. Il presente articolo intende stimolare la consapevolezza
           del lettore sui limiti oggettivi delle indagini ambientali e metterlo in guardia da valutazioni e giudizi che si pre-
           sentano come assoluti, scientifici e definitivi.




           2.  Incertezza di misura

                Come riportato in un manuale Eurachem del 2019 (Ramsey et al, 2019), l'incertezza di una misura è il pa-
           rametro più importante che da solo determina la qualità della misura, in quanto tale incertezza finisce con l’a-
           vere una notevole influenza sulle decisioni basate sul risultato di quella misura.
                Sono stati compiuti significativi progressi nell'elaborazione di procedure per stimare l'incertezza legata
           alla parte analitica della misura, tuttavia una misura implica quasi sempre il processo di prelievo di un campio-
           ne, in quanto di solito è impossibile analizzare l'intera massa del materiale da caratterizzare (“bersaglio del
           campionamento”). Se l'obiettivo della misura è determinare il valore della concentrazione di un analita in un
           bersaglio del campionamento, allora l'incertezza associata al processo di campionamento inevitabilmente con-
           tribuisce all'incertezza associata al risultato riportato. È diventato sempre più evidente che il campionamento
           è spesso il contributo più importante all'incertezza e richiede attenzione nella gestione e nel controllo.
                Lo stesso manuale Eurachem dà la seguente definizione dell’incertezza:

                        Parametro, associato al risultato di una misura, che caratterizza la dispersione dei valori ragione-
                    volmente attribuibili al misurando.








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